Concorso scuola e tutela della maternità: il TAR Lombardia accoglie il ricorso.

Pubblico impiego

11 Settembre 2025 StudioLegale
Con una decisione di grande rilievo, il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia (Sezione V) ha accolto in sede cautelare (decreto n. 936/2025) il ricorso presentato, con l’assistenza degli Avv.ti Massimo Barrile e Luciano Romeo, da una candidata al concorso ordinario per docenti della scuola secondaria, riconoscendo il suo diritto a sostenere le prove orali del concorso docenti ordinario (PNRR 2) da remoto o in una apposita sessione straordinaria a causa di una gravidanza a rischio.

La vicenda: dal diniego dell’USR al ricorso urgente.

La ricorrente, residente in Sicilia e partecipante al concorso scuola (PNRR 2) sia su posto comune che su sostegno, aveva superato con un brillante risultato la prova scritta ed era stata convocata, per le prove orali, da svolgersi in Lombardia.

Nonostante una tempestiva istanza presentata all’Ufficio Scolastico Regionale, nella quale aveva rappresentato il suo stato di gravidanza a rischio, certificato dal medico, con divieto assoluto di viaggi fino al parto, previsto intorno a fine ottobre, la candidata si è vista negare la possibilità di svolgere la prova da remoto.

L’USR ha infatti proposto lo svolgimento delle prove in Lombardia, ma in sedi più vicine a snodi ferroviari o aeroportuali. Soluzioni però impraticabili, perché non eliminavano il rischio legato agli spostamenti, costringendo la candidata all’esclusione di fatto dal concorso per non potere sostenere le prove orali.

La difesa legale: costituzione, principi e diritto alla salute

Contattato lo Studio Legale BC&Partners, è stato presentato con urgenza un ricorso al TAR Lombardia, con richiesta di misure cautelari, che ha posto al centro la tutela della maternità come diritto fondamentale.

Le argomentazioni si sono basate su diversi pilastri normativi e giurisprudenziali:

  • Articoli 3, 31, 37, 51 e 97 della Costituzione: uguaglianza, parità di accesso ai pubblici uffici, buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione;
  • Art. 7 DPR 487/1994: che consente espressamente lo svolgimento delle prove orali in videoconferenza con garanzie di trasparenza e regolarità;
  • il bando di concorso: che assicura la partecipazione anche in caso di gravidanza o allattamento;
  • precedenti giurisprudenziali favorevoli, secondo cui lo stato di gravidanza non può costituire causa di esclusione da procedure concorsuali, ponendo in evidenza la violazione dei principi di correttezza e buona fede da parte dell’Amministrazione

Il decreto del TAR: prova da remoto entro il 18 settembre

Il TAR ha accolto l’istanza cautelare, con il decreto monocratico n. 936/2025, riconoscendo la gravità e l’urgenza del caso.

Nel decreto presidenziale si legge che:

  • le prove orali dovranno svolgersi in videoconferenza dalla Sicilia, presso gli uffici del locale USR, con garanzie di identificazione, sicurezza delle comunicazioni e pubblicità della prova;
  • in alternativa, l’Amministrazione potrà predisporre una sessione straordinaria in data successiva al parto;
  • viene sospesa l’efficacia del diniego, evitando così l’esclusione automatica della candidata

L’impatto della decisione

Questa pronuncia, sebbene di carattere cautelare, non è solo una vittoria personale per la ricorrente, ma apre la strada a una riflessione più ampia: la partecipazione ai concorsi pubblici non può essere negata per motivi legati alla maternità e la pubblica amministrazione ha il dovere di predisporre soluzioni compatibili con la salute e la dignità delle candidate in stato di gravidanza, specie se a rischio.