La riserva dei posti per l’accesso ai concorsi pubblici può incidere in modo significativo sull’esito della procedura, prevedendo una quota di posti destinata, a parità di idoneità, a specifiche categorie individuate dalla legge.
Comprenderne il funzionamento è fondamentale sia per i candidati (per dichiarare correttamente il diritto alla riserva, allegare i documenti richiesti e non incorrere nelle decadenze e/o preclusioni stabilite dal bando), sia per le stesse amministrazioni che bandiscono le selezioni (al fine di elaborare bandi coerenti con la normativa e gestire graduatorie e scorrimenti riducendo il rischio di contenziosi).
In questa guida vediamo che cos’è la riserva, quali sono le principali categorie beneficiarie, come si calcola la percentuale, come si applica in graduatoria e quali rimedi attivare se la riserva non viene riconosciuta o è applicata in modo errato.
Che cos’è la riserva dei posti nei concorsi pubblici e perché esiste
Per “riserva dei posti” si intende la previsione, nel bando di concorso, di una quota di posti destinata prioritariamente a candidati appartenenti a determinate categorie per le quali l’ordinamento riconosce una tutela specifica (ad esempio, per favorire l’inclusione lavorativa o valorizzare particolari percorsi di servizio).
La riserva non elimina le prove concorsuali e non garantisce l’assunzione “a prescindere”: in linea generale, il candidato deve comunque partecipare alla procedura, risultare idoneo e collocarsi utilmente in graduatoria secondo i criteri indicati dal bando. La riserva interviene poi nella fase di copertura dei posti, nei limiti percentuali previsti dalla normativa di riferimento.
È importante distinguere la riserva dei posti ai “titoli di preferenza”: la riserva, invero, riguarda una “quota” di posti messi a concorso, mentre la preferenza opera tipicamente per risolvere situazioni di parità di punteggio tra candidati.

Normativa di riferimento: le regole generali e le norme speciali
La disciplina generale è contenuta nel D.P.R. 487/1994 (Regolamento sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni aggiornato con il D.P.R. 16 giugno 2023, n. 82), che definisce criteri di applicazione di riserve e preferenze e stabilisce limiti complessivi alle riserve rispetto ai posti banditi. Il regolamento è stato oggetto di aggiornamenti negli ultimi anni per coordinare il sistema delle riserve con le più recenti regole di reclutamento.
A questa cornice si affiancano norme “speciali” che introducono specifiche riserve. Tra le più frequenti nei bandi si incontrano:
- Categorie protette (Legge n. 68/1999): l’obiettivo è favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e di altre categorie tutelate, tramite quote e modalità di assunzione previste dalla legge.
- Volontari delle Forze armate congedati senza demerito: in molti concorsi per personale non dirigente è prevista una riserva percentuale (spesso indicata come “30%”) a favore delle categorie militari individuate dal Codice dell’ordinamento militare (D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66).
- Operatori volontari del servizio civile (D.Lgs. 6 marzo 2017, n. 40 e successive modifiche). Al riguardo, va detto che la legge 21 giugno 2023 n. 74, di conversione del decreto-legge 22 aprile 2023, n. 44, recante “Disposizioni urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle amministrazioni pubbliche“, ha previsto una riserva di posti pari al 15% nei concorsi pubblici per l’assunzione di personale non dirigenziale, in favore degli operatori volontari che abbiano concluso il Servizio civile universale senza demerito. Tale modifica normativa è stata inserita nell’art.18, comma 4, del decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40. L’articolo 4, comma 4, del decreto-legge 14 marzo 2025, n. 25, convertito con modificazioni nella legge 9 maggio 2025, n. 69, ha ulteriormente modificato l’art. 18, comma 4, del decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40, includendo tra i beneficiari della riserva anche gli operatori volontari che hanno concluso il Servizio civile nazionale ai sensi della legge 6 marzo 2001, n. 64.
Riserva del 30% nei concorsi pubblici: cosa significa e chi può invocarla
Quando un bando parla di “riserva del 30%”, nella prassi si riferisce spesso alle riserve previste per i volontari delle Forze armate congedati senza demerito, in base alle norme del Codice dell’ordinamento militare.
Il diritto alla riserva richiede, in genere, che il candidato dimostri di rientrare nella categoria prevista (ad esempio, specifiche tipologie di ferma e congedo senza demerito) e che dichiari tale condizione nella domanda di partecipazione.
Un aspetto pratico importante è quello delle “frazioni”: quando i posti banditi sono pochi, l’applicazione percentuale può generare una quota non immediatamente traducibile in un posto intero (es. 0,9 su 3 posti). In questi casi il bando e la disciplina richiamata possono prevedere regole di cumulo e di applicazione nelle procedure successive o in sede di scorrimento.
Come si applica la riserva: percentuali, graduatoria e scorrimento
Dal punto di vista operativo, la riserva incide soprattutto su tre momenti della procedura:
- Nel bando: la clausola di riserva deve indicare chiaramente la categoria beneficiaria, la percentuale e la base normativa. Errori o omissioni possono generare contestazioni.
- Nella graduatoria: prima si forma la graduatoria secondo le prove e i criteri del concorso; successivamente, nella fase di copertura dei posti, si applica la quota riservata agli aventi diritto che risultino idonei. In ogni caso, le riserve sono soggette a limiti complessivi (tra cui, in via generale, il tetto massimo delle riserve rispetto ai posti banditi).
- Nello scorrimento: se l’amministrazione procede ad assunzioni ulteriori tramite scorrimento, la riserva può operare anche in questa fase, secondo quanto previsto dal bando e dalla normativa richiamata. Questo è particolarmente rilevante nei concorsi con pochi posti e presenza di frazioni.
Esempi pratici di calcolo della riserva
Per chiarire, ecco alcuni esempi (la regola concreta può dipendere dal bando e dalla norma applicabile):
- Concorso da 10 posti, riserva 30%: i posti riservati sono 3. Se vi sono candidati aventi diritto e idonei, fino a 3 assunzioni potranno avvenire nell’ambito della quota riservata.
- Concorso da 3 posti, riserva 30%: 30% di 3 è 0,9. In presenza di frazioni, il bando può prevedere che la quota “maturi” in concorsi successivi o in sede di scorrimento.
- Più riserve nello stesso bando: se il bando contempla riserve diverse, si applicano nel rispetto dei limiti complessivi e con eventuale riduzione proporzionale se la somma delle quote supera il limite consentito.
Documenti e dichiarazioni: cosa serve per ottenere la riserva
Nella maggior parte dei casi, la riserva deve essere:
- dichiarata nella domanda di partecipazione (spesso tramite un’apposita sezione del portale di candidatura);
- documentata secondo quanto previsto dal bando (ad es. verbali o certificazioni per le categorie protette; attestazioni di servizio e congedo per le categorie militari; attestati di conclusione del servizio per il servizio civile).
Una delle cause più frequenti di mancato riconoscimento della riserva è l’incompletezza o tardività della documentazione. Per questo è utile verificare, prima dell’invio della domanda, quali allegati siano richiesti e in quale formato. Non sempre la Pubblica Amministrazione consente al candidato il cd. soccorso istruttorio, per cui occorre procedere con ricorso per il riconoscimento della riserva.

Riserva nei concorsi e progressioni verticali: attenzione a non confondere gli istituti
Nel linguaggio comune talvolta si parla di “riserva” anche in relazione alle progressioni verticali (passaggi tra aree o qualifiche). In realtà, si tratta spesso di strumenti diversi dal concorso aperto al pubblico, che seguono regole specifiche di pubblico impiego e contrattazione.
In generale, le amministrazioni devono bilanciare la valorizzazione del personale interno con la necessità di garantire anche l’accesso dall’esterno, secondo programmazione del fabbisogno e vincoli normativi. Per questo, quando un bando è dedicato a progressioni o procedure interne, è essenziale verificare quali regole si applichino e se si è in presenza di una vera e propria “riserva di posti” oppure di una diversa modalità di reclutamento.
Riserva, preferenza e precedenza: differenze in breve
- Riserva: quota di posti destinata a una categoria (incide direttamente su chi viene assunto entro i posti disponibili).
- Preferenza: criterio che opera tipicamente a parità di merito e titoli, per stabilire l’ordine tra candidati a parità di punteggio.
- Precedenza: concetto usato in contesti specifici (ad esempio, tutele particolari) e che può attribuire priorità nelle operazioni di reclutamento, secondo le regole del caso.
Se il bando non è chiaro, è opportuno individuare la norma di riferimento richiamata e verificare come la clausola sia stata recepita nella disciplina di concorso.
Quando la riserva può essere applicata in modo illegittimo: errori tipici nei bandi
Tra i profili più ricorrenti che possono creare criticità:
- riserva prevista senza una base normativa adeguata o estesa oltre i casi consentiti;
- percentuali calcolate in modo errato;
- mancata indicazione nel bando delle modalità operative (ad es. frazioni e scorrimenti);
- incongruenze tra clausola di riserva, requisiti di ammissione e modalità di formazione della graduatoria.
Anche l’assenza di trasparenza nella pubblicazione dei criteri applicati (ad esempio, graduatorie che non evidenziano correttamente l’applicazione della riserva) può generare contestazioni.
Cosa fare se la riserva non viene riconosciuta o è applicata male
Se ritieni di avere diritto alla riserva e noti anomalie nel bando o negli esiti della procedura, un percorso di tutela tipico può includere:
- verifica di domanda e documenti (per escludere errori formali o omissioni);
- accesso agli atti (per ottenere verbali, calcoli, criteri applicati e informazioni utili);
- istanza di rettifica o diffida (quando l’errore è evidente e correggibile in autotutela);
- valutazione di un ricorso (nei termini previsti), se la lesione incide su graduatoria, assunzione o scorrimento.
Le tempistiche nei concorsi sono spesso molto rapide: per questo è utile muoversi con tempestività e con una strategia basata su documenti e atti ufficiali.

Come può aiutarti lo Studio BC&Partners
Lo Studio BC&Partners assiste candidati e amministrazioni nella lettura dei bandi, nella verifica dei requisiti e della documentazione, nell’accesso agli atti e nella gestione delle criticità legate all’applicazione delle riserve nei concorsi pubblici.
Se hai dubbi sulla clausola di riserva presente nel bando, sull’ordine di graduatoria o sugli scorrimenti, una valutazione preventiva può aiutare a chiarire la situazione e a individuare il rimedio più efficace.